Cinque anni dopo "Pearl Days", arriva "Heart", un concentrato di pura Elisa che contiene alcuni gioielli. Ma che nel complesso non riesce a rinnovare a sufficienza lo stile dell'artista di Monfalcone.Incominciamo con una precisazione. Tutti i fans (e sono stati molti) che hanno protestato con veemenza quando Elisa ha presentato il suo duetto con Giuliano Sangiorgi possono tirare un sospiro di sollievo. Il controverso brano, frutto di una dubbia operazione di marketing tutta interna alla scuderia Sugar, scritto dalla Toffoli ma più vicino alle sonorità dei Negramaro, rimane (qualcuno dirà: per fortuna) un unicum all'interno del suo nuovo lavoro. Certo, forse una scelta più accurata del singolo di lancio avrebbe evitato di tradire lo spirito dell'album. Ma si sa, le scelte discografiche seguono logiche talvolta estranee a quelle artistiche. E anche questo fa parte del gioco.
In compenso, se si escludono le due dimenticabili tracce in italiano (oltre alla già citata "Ti vorrei sollevare" c'è solo "Anche se non trovi le parole"), "Heart" è un concentrato di pura Elisa, che non scontenterà i fans della prima ora. Il cuore, del resto, l'artista di Monfalcone non l'ha messo solo nel titolo, ma l'ha profuso a piene mani in tutto l'album. Merito anche del particolare scorcio di vita che sta attraversando, culminato con la recente nascita della figlia Emma Cecile e il felice rapporto con il partner Andrea Rigonat che, non a caso, oltre che chitarrista è stato co-autore e co-produttore del disco.
"Heart" porta avanti il discorso interrotto con il precedente "Pearl Days" e al contempo ne supera molti dei punti deboli. Al suo interno si trovano dei veri e propri gioielli: a partire dalla cover di "Mad World", in un certo senso capostipite del percorso creativo (frutto di un riuscito esperimento durante il tour "Mechanical Dream"), un mix sublime di sonorità elettroniche che richiamano l'originale dei Tears for Fears e dell'atmosfera soft rock della versione di Gary Jules, resa famosa dalla colonna sonora del film "Donnie Darko". Per non parlare dell'eterea e poetica "Poems by God". O delle coinvolgenti "Someone to Love", "Lisert" e "Vortexes".
Qui, però, iniziano le note dolenti. Già, perché promettenti, dal punto di vista melodico, queste (ed altre) tracce lo sono di sicuro, ma, ascoltandole, si ha quasi l'impressione che la produzione (che per la seconda volta, dopo "Lotus", Elisa decide di curare in prima persona) sia stata frettolosa, poco curata nei dettagli. E a risentirne è soprattutto la dinamica, che risulta piatta e monocorde. Un peccato, perché stiamo parlando di pezzi che avrebbero potuto dare molto di più. Forse la friulana, come altre sue illustri colleghe, rende di più nel ruolo di cantautrice che in quello di produttrice.
Altre canzoni pseudo-punkettare come "Your Manifesto" e "This Knot", poi, in questo cd c'entrano come i proverbiali cavoli a merenda. Anzi, riportano alla memoria tristi capitoli della carriera toffoliana che si speravano ormai morti e sepolti (vedi l'indefinibile "Together"). Fatte le debite eccezioni, però, l'album scorre via godibile e piacevole.
Si rimane piacevolmente sorpresi dalla presenza di Antony Hegarty (di Antony and the Johnsons) in "Forgiveness", un'altra delle collaborazioni celebri insieme al fonico David Frazer (Whitney Houston, Mariah Carey, Aretha Franklin) e al direttore d'orchestra Audrey Riley (Smashing Pumpkins, The Cure, Muse, Coldplay) che hanno contribuito alla realizzazione dell’album. E la sua voce, ça va sans dire, non si discute. Insomma, un lavoro "alla Elisa". Anche troppo.
Dopo cinque anni senza nessun album di inediti, infatti, forse era lecito aspettarsi qualche guizzo di novità da un'artista che in passato ha saputo raggiungere vette ben più alte di questa. "Heart" è una bella esercitazione stilistica, ma lascia, tristemente quanto inevitabilmente, l'idea che, per quanto realmente non si risparmi, Elisa non abbia più molto da dire e finisca per ricorrere autoreferenzialmente sempre agli stessi registri. Aspettiamo con ansia di sentirla live nel tour 2010. Sperando davvero di sbagliarci…
TRACKLIST
1. Vortexes
2. And All I Need
3. Anche Se Non Trovi Le Parole
4. This Knot
5. Mad World
6. Ti Vorrei Sollevare (feat. Giuliano Sangiorgi)
7. Your Manifesto
8. The Big Dipper
9. Someone To Love
10. Poems By God
11. Coincidences
12. Lisert
13. Forgiveness (feat. Antony Hegarty)
14. Dot In The Universe
Fonte:http://www.saltinaria.it/recensioni/cdpromodemo/5942-elisa-heart-recensione-cd.html">
FINGER SKATE MANIA!
16 anni fa
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